Backup & Ripristino – Consigli utili per un formattone indolore!
Subito dopo aver installato e configurato Archlinux sul mio pc, la copiosità di software presenti nei repository ufficiali e su AUR sono diventati una tentazione a cui era impossibile resistere. E quindi in poco tempo si va a compilare tutto ciò che è compilabile riempiendo il sistema di incredibili schifezze unstable provenienti dai rami git/bzr/svn più svariati!
Come ad esempio è successo a me questo a portato ad un’instabilità generale del sistema con conseguente malfunzionamento di numerosi elementi del desktop environment. Cosa fare dunque in queste situazioni? Certo, il forum è sempre ben pronto ad aiutarci, ma ci sono bug a livello di upstream che neanche il più grande degli arcieri potrebbe aiutarci a sistemare. Il formattone è allora l’unica via possibile! Se su una distribuzione per neofiti come Ubuntu, ce ne sbattiamo le balle, su Archlinux (dopo aver speso ore a configurare il sistema) ci pensiamo non una, non due e forse neanche tre, ma quattro volte prima di spazzare via il nostro lavoro.
Se non che pacman e yaourt ci vengono incontro qualora volessimo reinstallare il nostro sistema con poca fatica. Di seguito vorrei elencare alcuni passaggi che ho utilizzato personalmente e che mi hanno permesso di riconfigurare l’intera Archlinux in 40 minuti circa (compresi i tempi di download dei pacchetti).
Prima di cominciare
Prima di eseguire il backup dei file di sistema e affini dobbiamo preoccuparci di rimuovere tutto ciò che ha potenzialmente messo in crisi la nostra macchina. Per fare questo pacman è un nostro compagno fedele. Andremo così a rimuovere il pacchetto incriminato, i file di configurazione e tutte le dipendenze (che non sono usate da altri pacchetti)
# pacman -Rsn nomepacchetto1 nomepacchetto2
Controlliamo che il terminale non restituisca messaggi di errore
Backup
Passiamo ora alla parte attiva dell’opera! Procederemo secondo questo ordine:
- Annotarci i pacchetti che richiedono una configurazione manuale (vedi Xorg, driver scheda video, Fbsplash, GRUB2 ecc)
- Esportare la lista dei software installati (in modo da poter essere richiamata successivamente
- Ottenere una copia di backup di quei file di configurazione importanti (vedi /etc/rc.conf, /etc/default/grub, /etc/mkinitcpio.conf ecc)
Il primo punto è diverso per ogni macchina. Il privilegio di Archlinux è quello di essere i padroni del nostro OS dunque tutto ciò che è presente è stato installato/configurato da noi. Facciamo riferimento alla nostra memoria e annotiamoci i programmi che richiedono configurazioni manuali.
Fatto ciò apriamo il terminale e inserendo
$ comm -23 <(pacman -Qeq|sort) <(pacman -Qmq|sort) > pkglist
avremo una lista nella nostra home di tutti i pacchetti installati. Lascio intendere a voi l’estrema utilità di questo file di testo!
Copiamo ora quei file che sono di vitale importanza per la configurazione del nostro sistema. Ad esempio:
$ cp /etc/rc.conf ~ $ cp /etc/inittab ~ $ cp /etc/mkinitcpio.conf ~
Questo vuole essere solo un esempio. I file scelti non sono vincolanti.
Ripristino
Una volta eseguita nuovamente l’installazione di Archlinux, conseguente alla formattazione della nostra root, provvediamo a reinstallare tutto (naturalmente dalla riga di comando, essendo l’unico strumento a nostra disposizione per ora).
In primis installiamo yaourt per poter installare tutti i nostri pacchetti (anche da AUR). Editiamo dunque /etc/pacman.conf e aggiungiamo il repo di ArchlinuxFR
[archlinuxfr] Server = http://repo.archlinux.fr/$arch
(al posto di $arch mettiamo i686 se abbiamo Arch x32 o x86_64 se montiamo un Arch x64)
Aggiorniamo i repo e il sistema di base:
# pacman -Syu
Ora siamo pronti a reinstallare il nostro parco software (Si presuppone che abbiate già creato il vostro account utente e vi siate loggati).
$ yaourt -S $(< pkglist)
Terminata questa lunga operazione, sostituiamo il file di configurazione attuali con quelli salvati in precedenza:
$ sudo cp rc.conf /etc/rc.conf $ sudo cp inittab /etc/inittab $ sudo cp mkinitcpio.conf /etc/mkinitcpio.conf
Ora, prima di riavviare, eseguiamo quelle configurazioni manuali di cui avevamo preso nota. Componente fondamentale sarà Xorg.
Fatto ciò diamo un bel:
$ sudo reboot
E godiamoci il nostro sistema operativo preferito!
Have a nice day!







Ottimo post lippol
Grazie mille picchio
E’ bello essere tornato attivamente nella community
ottimo post!
Grazie Coniglio
(AHAH tra Picchi e Conigli la blosfera italiana sembra uno zoo
)